Lagolucrino 2020-07-01T11:51:17+00:00

Lago di Lucrino

Il lago di Lucrino è un bacino naturale della città metropolitana di Napoli, situato sulla costa dei Campi Flegrei, a poca distanza dal lago d’Averno. Si è formato in epoca antica a seguito del moto ondoso del mare che, apportando progressivamente della sabbia, ha col tempo chiuso un’insenatura naturale con un istmo.
Il nome Lucrino deriva dal latino lucrum (lucro, guadagno, profitto) per gli allevamenti di pesci e soprattutto di ostriche che intorno all’anno 90 a.C. vi aveva installato il senatore romano Sergio Orata, divenendo in breve tempo uno degli uomini più ricchi dell’epoca.
Nel I secolo a.C. a causa del moto bradisismico discendente, irrompendo le onde del mare nel lago e danneggiandone gli impianti, gli allevatori richiesero al Senato Romano di intervenire; le opere di restauro e di soprelevazione dell’istmo che separava il lago dal mare (Via Herculea) furono realizzate da Giulio Cesare, e magnificate da Virgilio.
Gli allevamenti di pesci e ostriche, molto redditizi, proseguirono per tutto il periodo dell’impero romano, come attestano le famose fiaschette vitree puteolane di IV secolo, sulle cui pareti sono rappresentati i principali monumenti della costa che va da Pozzuoli fino a Miseno. In modo particolare le fiaschette conservate a New York, Varsavia e Ampurias mostrano gli impianti di allevamento delle ostriche quali reticoli di palafitte realizzati con pali lignei, ai quali sono sospesi delle corde che – come delle collane – presentano infilate delle ostriche; la scritta OSTRIARIA che vi è associata, non lascia ombra di dubbio su quanto vi è rappresentato.
Il sottile istmo che separa il lago di Lucrino dal mare, secondo il mito, venne attribuito a Eracle che l’avrebbe creato quando dal remoto occidente condusse in Grecia i buoi che aveva rubato al mostruoso Gerione. Sull’istmo fu successivamente costruita una strada che, in ricordo dell’eroe, fu chiamata Via Herculea o Via Heraclea o Via Erculea (da non confondersi con la via Herculea che percorre longitudinalmente l’Appennino).
Nel I secolo a.C., venendo la via Herculea invasa dalle onde marine, Giulio Cesare ne curò il restauro soprelevandola.
Nel 37 a.C. Agrippa tagliò l’istmo carrozzabile per permettere alle navi di accedere nel bacino del lago Lucrino trasformato temporaneamente in porto militare, e ricollegando i due tronconi di strada con un ponte ligneo mobile.
La strada carrozzabile che oggi passa sull’istmo fra il mare e il Lago Lucrino non corrisponde minimamente al tracciato dell’antica via Herculea. Infatti, per effetto del bradisismo la via Herculea è attualmente sommersa nel mare a 3,50 – 4,00 metri di profondità, situandosi parallelamente alla costa di Lucrino a 350 – 500 metri più al largo. L’antica via è perfettamente riconoscibile su fotografie aeree, in giorni di mareggiata, oppure eseguendo delle immersioni.

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